Ciclabile Valchiavenna

Magnifiche montagne, laghi, fiumi contornano la ciclabile. Ma fu vera gloria? Il percorso è assai deludente per la mancanza di continuità, l’assenza di cartellonistica nel primo e nell’ultimo tratto, spesso promiscua e pericolosa. La ciclabile non è neppure degna di questo nome in quanto consiste di un collage variegato di piste esistenti, carrarecce, vaghi sentieri, strade agricole, provinciali, promiscue, interrotto da sciagurati attraversamenti di strade ad alta percorrenza veicolare, non segnalati né protetti, e di centri abitati non ciclabili. In sostanza, come spesso accade, si tratta dell’ennesima vetrina di intraprendenti amministratori locali consorziati con operatori turistici al fine di attrarre ingenui clienti in loco e fare affari. Si piantano dei bei cartelli qua è là, si fa campagna pubblicitaria su qualche sito strategico, si inventa qualche premio dove ci si classifica immancabilmente ai primi posti, ed il gioco è fatto. Affascinato dalle patinate presentazioni ufficiali che esaltano la rigogliosa ed incontaminata natura, l’aria pura, le aree attrezzate per famiglie e picnic, gli antichi incantevoli borghi e suggestivi palazzi e cascate, con la promessa di divertimento assicurato e pedalate serene, l’entusiasta e malcapitato ciclista alle prese con vaghe e fuorvianti mappe deve guardarsi bene intorno mentre pedala, per evitare di sbagliar strada, nonché di farsi travolgere dai veicoli nei tratti promiscui. In sintesi, non esiste alcun cartello di inizio ciclabile a Colico, né indicazioni in loco del percorso, la cui individuazione è lasciata alla fantasia ed alla buona volontà del pedalante, fin dopo la stazione di Dubino; la prima timida comparsa di un cartello che segnala la ciclabile, si trova in cima al Pian di Spagna, arrivati quasi al lago di Mezzola, immediatamente prima del passaggio a livello che termina via Casello Sette; da qui, si prende a sinistra in discesa, seguendo il segnavia 17, ‘ciclabile della Valchiavenna’, mantenendo gli occhi più sulle strade, e un po’ di meno sulle meraviglie della natura che le circondano; superate alcune incertezze nella cartellonistica, si giunge all’unico tratto che può dirsi ciclabile, la ‘ciclabile Marco Polo’ la quale, in leggera salita ed ameni pascoli, si conclude al bel ponte sul fiume Liro, che introduce all’abitato di Chiavenna; da qui si prosegue a sentimento (a naso) su strette vie comunali non ciclabili, fino a incrociare la statale 36 del Lago di Como e dello Spluga; di là da questa si vedrà. Il severo giudizio, a onor del vero, si limita al tratto percorso da Colico a Chiavenna, e lascia aperta la speranza di essere almeno in parte bilanciato dai magnifici (si spera) ultimi chilometri da Chiavenna al confine. Si ringrazia comunque la regione Lombardia e l’ente di promozione turistica della Valtellina per lo sforzo profuso, senza il quale questa tutto sommato bella gita non sarebbe stata nemmeno immaginabile. Chi comincia è a metà dell’opera.

cittadiniditalia, 5 ottobre 2026, 166° unitàditalia